Vendola e unità a sinistra. La candidatura di Vendola, dice il leader del Pdci “potrebbe riaprire la questione dell'unità e dell'utilità della sinistra per sostenere le ragioni del lavoro. Non è con lo splendido isolamento che i comunisti e le sinistre risorgeranno in Italia. Intendiamo provarci per riportare i comunisti in Parlamento, per provare a ricostruire percorsi unitari a sinistra, per cercare di impedire alle destre di vincere, per tentare di archiviare il berlusconismo e il montismo con un nuovo centro-sinistra e per provare a delineare un'altra Europa”.
“Fds non conclusa”. Da Rifondazione parla Claudio Grassi, che su Facebook non nasconde le divisioni, ma nemmeno dichiara conclusa l’esperienza della Federazione: “considero positivo che - nonostante le differenze - non si siano votati dei documenti e che non si consideri conclusa l'esperienza della Federazione della Sinistra che - tra l'altro - dovrebbe presentarsi unita nelle prossime elezioni del Lazio, Lombardia e Molise”.
Le prospettive. Da questo momento, insomma, mani libere per tutti. Ferrero cercherà di evitare l’isolamento con una proposta ai non allineati Grillo, Di Pietro e De Magistris nella migliore delle ipotesi. Non dovesse riuscirci, l’opzione due è l’accordo con Cremaschi, Ferrando e le diverse anime della piazza del 27 ottobre. Il Pdci, per puntare all’unità a sinistra, potrebbe scegliere di appoggiare pubblicamente Nichi Vendola alle primarie. “Specialmente se sarà in grado di rappresentare una sinistra allargata e diffusa”, aveva già fatto sapere Diliberto.
L.M.

